Lungo il filo

di Francesca Cozza

Lungo il filo

È come tentare di rimanere in equilibrio lungo un filo sottile. Tu, che raccontavi di amarmi e di volermi al tuo fianco, sei il mio punto di arrivo. Sotto i miei piedi invece, più in basso del filo, ci stanno i ricordi: i sorrisi al mattino, il film sul tuo letto, le vacanze al mare, i baci alle porte dell’aula studio. Questi cercano di buttarmi giù, ed io continuo a camminare col timore di cadere in fondo, consapevole che se questa volta mi prenderanno, non saprò più come risalire.

Ma non posso stare in equilibrio sul filo delle mie emozioni, mirando a un punto instabile.

C’è un unico punto fermo nella mia vita: e quello sono io.

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WhatsApp si aggiorna con la doppia spunta.. ed è subito bufera!

f        di Francesca Alessia Cipparrone

Se un tempo la melanconica sensazione di impassibile indifferenza dopo una risposta mancata ad un messaggio inviato tardava ad arrivare o passava del tutto inosservata, oggi ci coglie pienamente di sorpresa e ci pervade, lacerandoci dentro indistintamente.

Da quando il buon Mark Zuckerberg ha avuto la geniale idea di introdurre all’applicazione di messaggistica mobile più famosa al mondo la notifica della doppia spunta blu, che ci permette di avere repentinamente la conferma matematica che il messaggio appena inviato sia stato letto dal nostro destinatario, con l’aggiunta (come se non bastasse) del minuto esatto in cui è stata vista la chat, e lui in quel momento ci ignora, non risponde, facendoci naufragare nella tempestosa balia dell’indifferenza, lo straziante tormento del “non essere stati considerati” ci sevizia incredibilmente, tanto da spadroneggiare diabolicamente su di noi!

Ormai bisogna lasciare alla deriva le abituali scuse consuetudinarie del “non avevo letto il tuo messaggio.. scusami” e magari un tempo, quell’ingannevole perdono rubato e per giunta fallace si era anche concesso, perché lo smartphone parla chiaro e WhatsApp, anzi, per meglio dire, Zuckerberg non lo permette più. Sarà stato ideato in onore della sacrale onestà che tende ogni giorno di più a svilirsi, cosicché da inchiodare e smentire i tanti furbetti dalle più strambe scuse o per incastrare gli abili mentitori più accaniti, ma un dato è certo, il nuovo sistema non piace affatto. Lo confermano i sondaggi e l’opinione pubblica, perché l’essere incessantemente monitorati e periodicamente controllati da qualcuno, ci soffoca incredibilmente. Il web straborda di proteste, malcontenti e disapprovazioni, e c’è anche chi consiglia astute scorciatoie e inusuali stratagemmi per raggirare i mittenti, inserendo, ad esempio, la “modalità aereo” al proprio telefono, in modo che la notifica di avvenuta lettura non spunti ulteriormente. Sembra quasi che i rapporti sociali si basino puramente sul conteggio esatto di minuti “spesi” per rispondere a un semplice messaggio, e che si siano istaurate amicizie sincere e amori profondi solo tramite l’utilizzo, del tutto artificiale e costruito, di un comune instant messaging; legami affettivi che rispondono unicamente alla sola politica del “do ut des”.

Ma non tutto è perduto. Stante quanto affermato dalla rivista tedesca Softonic pare che Whatsapp si sia reso conto della dilagante macchia nera che si espande sui social, tanto da fare un’ inversione di marcia, e che a breve la doppia spunta blu diventerà facoltativa e dunque non sarà più obbligatoria, anche se , almeno per adesso, non è giunto alcun comunicato ufficiale da parte della società. Una partita ancora aperta e tutta da giocare, anche se almeno ,se così fosse, molti spiacevoli rompicapi e fastidiose disattese verrebbero facilmente domate. In fondo secondo quanto   annunciato dal Centro Studi dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, il 40% degli adulteri sarebbero stati scoperti proprio tramite l’utilizzo di WhatsApp che avrebbe fatto da Galeotto tra gli amanti. Un’arma a doppio taglio per gli utenti, che d’ora in poi useranno l’applicazione con più accortezza e un pizzico di astuzia.. che non guasta mai!

Medianeras- L’architettura come metafora

di Federica Lonzi

E allora mi domando: se anche quando sto cercando qualcuno non riesco a trovarlo, come posso trovare qualcuno che nemmeno so come è?
Y entonces me pregunto si aun cuando sea quien estoy buscando no lo puedo encontrar, como voy a encontrar al que estoy buscando si ni siquiera sé como es?

Un fobico in via di recupero e un’ architetta che non ha mai progettato nulla.
Questi sono i protagonisti di Medianeras, film del regista argentino Gustavo Taretto.

Martin è un web designer che cerca di uscire da un periodo di reclusione nel suo monolocale a causa delle sue fobie. Internet è la sua finestra sul mondo.
Mariana è una laureata in architettura che cerca di rimettere insieme pezzi della sua vita dopo la fine di una relazione durata quattro anni. Vive decorando vetrine, le sue finestre sul mondo.
Martin, come suggerito dallo psichiatra, cerca di riprendere la sua vita e la città in cui vive attraverso l’obiettivo di una fotocamera.

Un modo di riscoprire la città e la gente, cercando la bellezza anche là dove apparentemente non ce n’è.
Una manera de redescubrir la ciudad y la gente, buscar la belleza aun donde aparentemente no hay.

Mariana ha i suoi luoghi preferiti dove andare a riflettere, il planetario e il palazzo Kavanagh.

[Al planetario] Entro sempre con la speranza di che decolli e mi porti in un altro posto; anche se in realtà quello che fa il planetario è di mettermi al mio posto.
Siempre entro con la esperanza de que despegue y me lleve a otro lugar; aunque en realidad lo que hace el planetario es ponerme en mi lugar.

Ma in una città superpopolata e caotica come Buenos Aires, come è possibile trovare quello che stiamo cercando? Dove è possibile incontrare colui/colei che stiamo cercando?
Le medianeras sono le pareti cieche di un edificio, quelle che restano nascoste ai nostri occhi e non hanno particolare importanza estetica.  Facciate grigie, segnate dal tempo e dalle mode passeggere;  finché, per vie non legali, non si decida di aprirci una finestra perché entri un raggio di sole. Questo fanno Martin e Mariana nel corso della pellicola, aprono finestre nelle loro esistenze, cercando quel raggio di sole in più ad illuminare le loro vite, rimaste nascoste dietro fumi e grigiori del passato. È allora che per i due arriva l’amore.

Gustavo Taretto ci racconta questa dolce storia d’amore attraverso Buenos Aires, un enorme conglomerato metropolitano, la cui crescita smisurata e sregolata è presa in prestito come metafora della società e della vita umana.

Questi edifici che si susseguono senza nessuna logica mostrano una totale mancanza di pianificazione. La nostra vita è esattamente uguale, la costruiamo senza avere la minima idea di come vogliamo che sia.
Estos edificios que se suceden sin ninguna lógica demuestran una falta total de planificación. Exactamente igual es nuestra vida, la vamos haciendo sin tener la más mínima idea de cómo queremos que nos quede.

È una pellicola in cui Taretto ha saputo ben dosare ed intrecciare tecnicismi architettonici, stramberie quotidiane e riflessioni filosofiche.

Ti lascio le mie gambe

di Francesca Cozza

Ti lascio le mie gambe,

ed i miei seni.

Mi muovo con te,

nella notte

che divora il mio sonno,

come fosse il sole ora

a illuminare

le nostra labbra

che si sfiorano

nel silenzio

ma che non si incontrano.

Non avrai il mio piacere,

e neppure il dolore.

Questo rimane a me

nella notte

che ancora una volta

si divora,

come il ricordo di noi,

il mio sonno.

Pandora in difesa delle Donne!

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di Francesca Alessia Cipparrone

Pandora rompe il muro del silenzio e dell’indifferenza e si fa promotrice di un’ iniziativa nuova che abbraccia tutte le donne che hanno subito abusi sessuali , psicologici e discriminazioni per mano di un uomo. Con la creazione del progetto solidale “We Care- Accanto alle Donne” , in collaborazione con l’Associazione italiana no profit “Fare X Bene Onlus” presentato a Milano lo scorso 9 Ottobre, il colosso danese sostiene concretamente la lotta contro la volenza sulle donne, fornendo assistenza legale e supporto psicologico a tutte le vittime di abusi. Esperti professionisti e patrocinanti legali presenti su Roma, Milano e Napoli provvederanno a garantire consulenze periodiche e sostegni gratuiti a tutte coloro che ne avranno bisogno e non solo, anche ai casi segnalati dalla Onlus Fare X Bene e dal Soccorso Rosa dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Inoltre sono già state stanziate ben tre borse di studio destinate a tre psicologhe minorili che offriranno aiuto e appoggio a bambini e adolescenti vittime di abusi o testimoni di atti di violenza all’interno del contesto genitoriale. Una rete di volontari inarrestabile per dirimere le incombenti barbarie che ripetutamente si ripercuotono sulla società e che colpiscono gli esseri più deboli e indifesi: ogni anno si stimano più di 120 casi di Femminicidio denunciati, ma ancora oggi, tra le mura domestiche ,molti sono i casi taciuti e tanti silenzi devono ancora essere spezzati.

Una marcia silenziosa ma pungente si staglia nel più svariato mondo della moda che apre uno scorcio di speranza e di rinascita nel cuore di tutte le donne che hanno subito atti di violenza. Il simbolo che rappresenta questa considerevole iniziativa è un bracciale componibile, chiamato GRAZIE, che sarà disponibile in tutti i negozi del brand per l’intero mese di novembre. Un piccolo gioiello che Pandora sceglie per ringraziare le sue più fedeli sostenitrici . Lo charm Caring , così ribattezzato il portentoso bijoux, in argento sterling 925 e quarzo rosa di Essence Collection, da 39 euro, può anche essere abbinato ad altri due charm, Dedication e Generosity che messi insieme comporranno il bracciale “Grazie” . Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto a favore del progetto charity. Oggi un piccolo ma importante passo viene mosso: “ In piedi, Signori, davanti ad una donna” scriveva Shakespeare e forse, dopo anni, qualcosa sta cambiando.

Ghiaccio

di Federica Lonzi

In effetti è andata proprio così, come un pezzo di ghiaccio che si scioglie.
All’inizio perde qualche goccia, poi si insinua qualche crepa.
Goccia dopo goccia. Crepa dopo crepa.
Diventando sempre più piccolo.
Finché o sparisce completamente come un cubetto di ghiaccio lasciando semplicemente traccia della sua presenza con una pozzerella d’acqua oppure sparisce come quei grandi pezzi di ghiaccio degli iceberg che si staccano con un gran frastuono e si inabissano per sempre nell’oceano.
Anche io ho iniziato prima disfacendomi di qualche goccia, poi lasciandomi intravedere da qualche crepa.. finché ho trovato un rompighiaccio.. o, forse, molto più probabilmente, mi sono scontrata con un altro iceberg.

Boutique Moschino: sulle passerelle sfila.. Barbie!

imagesCAVLK8TN                                                                 di Francesca Alessia Cipparrone

Le donne Moschino non sono mai state così briose e divertenti come adesso.

Un look total pink  calca le passerelle della fashion week milanese 2014, che ospita una collezione primavera-estate firmata Moschino,  giocosa e graffiante, interamente ispirata alla pioniera del trendy e della moda, la bambola più amata dalle bambine  di tutto il mondo e non solo.. la bella bionda Barbie!

Nella scelta degli abiti il femmineo rosa impera solennemente e incontrastato! Look sofisticato, ultramoderno e all’avanguardia:

Capelli non necessariamente chiari, basta soltanto che siano accuratamente corposi e dalla  lunghezza smisurata, ben acconciati e raccolti alti a chignon, o spettinati ma lucenti,  accompagnati da accessori eccentrici e bizzarri che sfidano l’inventiva di una sweet lolita, un tocco leggero di blush brillantinato, ciglia folte e il gioco è fatto!

Un tuffo nelle acque spensierate del passato, che ci aiuta a rivivere i momenti più gioiosi della nostra infanzia.

Capi  ricercati e raffinati dall’indole leziosa.  Maxi pull, t-shirt oversize, shorts e crop top tutti rigorosamente rosa con nuances che variano dal fucsia acceso al bubblegum.  La casa di moda  italiana scatena la sua fantasiosa creatività accostando outfit geniali che declinano tutti gli svariati stili che una donna può rimodellare su se stessa. Dalla mise bon ton con il tailleur  rosa acceso perfettamente abbinato a una giacca corta, maxi zeppe e borsa in pelle rigida a forma di cuore, all’ American street , con jeans laminati in contrasto alla camicia rosa con cuori, accostata ad una maxi cinta e stivali cowboy rosa.

Per chi tende sempre a domare la città spostandosi frettolosamente da una metropoli all’altra  e conformarsi allo stile urbano, la maison ha ben pensato di congiungere l’eleganza all’originalità creando abiti altamente versatili nel comodo pvc lucido con cerniera frontale, decolleté vertiginose a punta,  abbinate a trolley da viaggio con logo evidenziato Moschino e occhiali  da sole a forma di cuore! Non mancano gli abiti haute couture da sera,  con stampe Gold in stile anni ‘80 impreziositi da maxi gioielli in plastica  colorata.  Capi vivaci e accessori dai colori sgargianti per donne chic che sanno osare, capaci di combinare stili diversi e modelli eccentrici  senza sminuire la loro personalità.. ma attente a non esagerare troppo, il kitsch è sempre in agguato!

Mise en Dior: la doppia perla firmata Dior!

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                                                    di Francesca Alessia Cipparrone

Emblema assoluto di smisurata eleganza e  raffinatezza, la perla, nell’idilliaca magia che porta in sé fin dalla notte dei tempi, è il gioiello  immancabile che ogni donna deve necessariamente possedere. D’intramontabile incanto e ardita bellezza, essa nella cultura classica veniva gelosamente custodita e idolatrata: un culto strettamente legato alla venerazione  della dea Afrodite, la quale, si racconta, sarebbe nata dalla schiuma del mare e successivamente si sarebbe incarnata nella perla stessa, divenendone simbolo di fascino ed estrema sensualità. E oggi anche maison Dior rimane persuasa dall’ armonica perfezione del cerchio di madreperla, rivisitandola e reinterpretandola in chiave moderna, rendendola inaspettatamente contemporanea e allo stesso tempo adattabile a tutte le donne.

E’ la nuova collezione Mise en Dior ideata dalla jewlery designer Camille Miceli che impazza nelle vetrine di oreficerie di lusso di tutto il mondo!

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Google Glass: Quando la Tecnologia travolge la Moda!

google glass

                                                       di Francesca Alessia Cipparrone

In un mondo che si muove troppo in fretta, in cui il futuro viene incessantemente rincorso, senza, purtroppo, badare allo sfuggente itinere del presente, Google cerca di tenere il passo svelto, lanciando una straordinaria nuova invenzione tecnologica, che ha già fatto perdere le testa agli Stati Uniti d’ America, non solo per la “modica” cifra (da capogiro) che supera i 1500 dollari, ma anche per le sensazionali funzioni, dal retrogusto fantascientifico, che i Google Glass riescono a compiere.

Occhiali futuristici, che trasportano chi li indossa in una realtà a sé stante, lontana dal presente, permettendo di avere repentinamente informazioni aggiuntive e misconosciute su tutto ciò che ci circonda.

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